Nuoro. Rapina in gioielleria. Tre arresti

Sonia

Nuoro. Rapina in gioielleria. Tre arresti

giovedì 15 Agosto 2013 - 10:27

Oltre cinquanta uomini, tra Carabinieri e Polizia, impegnati nell’operazione

All’alba di ieri, un’operazione congiunta dei Carabinieri della Compagnia di Ottana e degli della Squadra Mobile di Nuoro ha portato all’arresto di Gonario Morittu (classe 1992, operaio di Orani), Riccardo Serusi (classe 1992, disoccupato e pregiudicato di Fonni), Francesco Carta (classe 1979, di Orotelli, dipendente dell’ASL di Macomer, pregiudicato). L’accusa per i tre è quella di aver partecipato, a vario titolo, alla rapina alla gioielleria Fadda di Nuoro, lo scorso 19 luglio. L’attività investigativa è stata coordinata dal P.M. dott. Andrea Vacca mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal G.I.P., dott. Mauro Pusceddu.

Erano circa le 20 del 19 luglio scorso quando tre uomini a volto scoperto, di cui uno armato di pistola, hanno fatto irruzione all’interno della gioielleria di proprietà della signora Giovanna Fadda, in viale della Repubblica a Nuoro; uno di loro, entrato nel locale pochi istanti prima fingendosi un cliente, aveva lasciato aperta la porta alle sue spalle per favorire l’ingresso dei complici. I tre, fattisi consegnare due rotoli contenenti gioielli in oro per un valore di oltre 15.000 euro, si erano poi dati alla fuga a bordo di un’auto che li attendeva poco distante.

Sul posto erano intervenuti gli agenti della Squadra Mobile che hanno raccolto le prime testimonianze. Grazie all’indicazione fornita da un passante, che ha riferito alcune lettere e numeri della targa dell’auto usata per la fuga, gli agenti sono risaliti alla targa completa ed al modello dell’auto, una Fiat Grande Punto azzurra in uso a Gonario Morittu. Quell’auto “pulita” doveva rappresentare un elemento di forza per il gruppo dei rapinatori dato che era intestata al padre di Morittu ed non era mai stata controllata in passato dalle forze di Polizia.

Grazie alle descrizioni della titolare e dei passanti, gli uomini della squadra mobile, diretta dal vice questore Fabrizio Mustaro e i Carabinieri di Ottana, sotto il comando del Cap. Alessio Zanella, sono risaliti al secondo degli arrestati, un pregiudicato di Fonni, Riccardo Serusi.

Il 3 agosto, poi, la svolta decisiva nelle indagini: in quella mattinata, subito dopo la rapina al Sisa Market del Centro Commerciale “Il bottegone” di Siniscola, durante un controllo i Carabinieri hanno fermato, proprio nelle vicinanze del market, Morittu e Serusi (è stato poi accertato che i due non erano direttamente coinvolti nella rapina appena avvenuta). In seguito di una perquisizione dell’autovettura di Morittu, è stato rinvenuto anche un sacchetto pieno di gioielli, due passamontagna ed un grosso tronchese. I due, erano appena usciti da un “Compro oro” dove avevano venduto parte dei gioielli (poi recuperati) provento anch’essi della rapina alla gioielleria Fadda. Durante la perquisizione sono stati recuperati, inoltre, circa 1.000 euro in contanti, incasso della vendita di parte dei gioielli anch’essi provento della rapina.

Nella stessa giornata, i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione presso un’abitazione di Fonni (che risultava utilizzata da Serusi) nel corso della quale veniva rinvenuto, in buono stato di conservazione, un ordigno esplosivo composto da 300 grammi di gelatina, due detonatori e 60 centimetri di miccia a lenta combustione. Sul posto è intervenuto anche l’artificiere del Comando Provinciale di Nuoro per mettere in sicurezza i locali e prendere in consegna il materiale le analisi di rito.

Le indagini, avevano già confermato la presenza a Nuoro di Francesco Carta nel mese di giugno, in compagnia del cognato Morittu. Dagli elementi raccolti, gli inquirenti sono giunti alla conclusione che tale frequentazione era finalizzata ad effettuare un sopralluogo preliminare nei pressi della gioielleria, per studiare le eventuali abitudini della vittima, le vie di fuga e per accertare la presenza di impianti di videosorveglianza nella zona.

Una settimana prima della rapina, poi, è stata accertata la presenza di Morittu e Serusi ad Olbia, prima del colpo alla gioielleria nuorese, per tentare di rubare un’autovettura da utilizzare durante la rapina; il furto però non era andato a segno per la presenza di alcune persone nel luogo dove era parcheggiata l’autovettura, che avevano disturbato l’azione.

Dalle indagini emerge chiaramente, come conferma lo stesso G.I.P., che ciascuno degli indagati ha avuto un ruolo ben definito nell’ambito della vicenda: Carta, nella fase ideativa-organizzativa; Morittu e Serusi nella materiale esecuzione della rapina. Serusi è, inoltre, accusato del reato di detenzione di materiale esplosivo.

L’operazione di ieri ha visto impegnati oltre cinquanta uomini, tra Carabinieri e Poliziotti, per le di numerose perquisizioni in terreni e immobili a Orotelli, Orani e Fonni, in uso agli arrestati, che sono stati condotti nel carcere di Nuoro in attesa degli interrogatori da parte del G.I.P.

S.Novellu 

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