PISA – Giornata memorabile, oggi, per l’ingegner Sebastiano Maccioni, decano degli ingegneri della Sardegna con i suoi 106 anni compiuti e oltre 75 anni di attività, per la sua amata famiglia, e per la stessa città di Nuoro, di cui l’ingegnere rappresenta senza ombra di dubbio uno dei più grandi motivi d’orgoglio.
Dopo che lo scorso 10 gennaio l’Ordine degli ingegneri nuoresi lo aveva celebrato come proprio decano, oggi un altra prestigiosa onorificenza, appositamente ideata per lui, è arrivata dall’Università di Pisa, dove nel lontano 1947 conseguì la laurea in Ingegneria Civile: si tratta di riconoscimento che unisce la celebrazione dell’eccellenza accademica all’ammirazione per la sua lunga e illustre carriera: quello di “Alumnus speciale dell’Ateneo”.

Conferimento dell’attestato di Alumnus speciale all’ing. Maccioni all’Universita’ di Pisa
La cerimonia si è svolta stamattina nei locali dell’aula magna Nuova del Palazzo della Sapienza e ha preceduto quella del conferimento dell’Ordine del Cherubino, da parte del rettore e su delibera del Senato accademico, ai docenti ordinari con almeno dieci anni di anzianità. L’iniziativa è dell’Ateneo pisano e dell’ALAP (Associazione Laureati dell’Ateneo Pisano) “per il prezioso contributo offerto all’ingegneria italiana e per il longevo legame con l’Ateneo“.

Consegna dell’attestato di “Alumnus Speciale” a Titti Maccioni
Il Rettore ha espresso parole di gratitudine e riconoscimento nei confronti dell’Ingegnere prima di consegnare la pergamena e una cartella con il diploma di laurea e del corso di laurea con gli esami a sua figlia Titti che dopo la laurea ha scelto anch’essa Pisa come propria città di residenza e dove, oltre all’attività di insegnante, ha ricoperto anche prestigiosi incarichi politico-amministrativi presso il Comune, di cui è stata per ben cinque anni presidente del Consiglio Comunale; il Decano nuorese, comunque, è stato comunque presente alla cerimonia in maniera virtuale tramite un videomessaggio trasmesso in Aula Magna.

Titti Maccioni con la figlia Valeria Plasmati e la cognata Fausta Cacciabue
Al momento della scelta della facoltà in cui portare avanti il proprio corso di studi, come ha raccontato lui stesso in un video messaggio trasmesso nell’aula magna durante la cerimonia, questa ricadde su Pisa per la sua fama di grande qualità e prestigio, scelta seguita più avanti anche da due delle figlie Titti e Mariangela, entrambe laureate in lettere nell’Ateneo Pisano.

Fausto Moncelsi e Sebastiano Maccioni universitari a Pisa
Nel suo messaggio, Maccioni ha voluto ricordare anche l’amico fraterno Fausto Moncelsi, compagno e collega di studi, col quale conseguirono la laurea lo stesso giorno. «Oltre che ingegnere – racconta – Moncelsi fu anche sindaco di Nuoro, per quanto sia venuto a mancare troppo presto, nemmeno sessantenne». E tra i ricordi di famiglia si conserva proprio una vecchia foto che li ritrae insieme appena 21enni sul lungarno pisano, freschi di Laurea in Ingegneria Civile, lui col bavero della giacca listato a lutto per la recente morte del padre Giovannantonio.
«Conseguita la Laurea in Matematica nel 1944 – racconta Maccioni nel videomessaggio -, l’ho sempre insegnata; amavo insegnare… Dopo quella in ingegneria, invece, ho tenuto la cattedra di topografia all’istituto per geometri di Nuoro fino alla pensione. Riguardo all’esercizio della professione, oltre ai vari progetti e direzione dei lavori, l’opera che più ha caratterizzato la mia storia, oltre che per l’importanza in sé, anche per la difficoltà dell’esecuzione, trattandosi di un tracciato orografico molto accidentato, è il troncone della Statale 131 DCN (Abbasanta-Nuoro-Olbia), lungo circa 12 km che va dal bivio di Pratosardo a quello di Marreri. Sono stati necessari 17 viadotti, due dei quali lunghi oltre 300 metri, costituiti da due carreggiate parallele ma separate, oltre a due gallerie, una naturale e una artificiale necessaria per proteggere la strada da possibili crolli. L’opera è stata realizzata in poco più di 12 anni, dalla progettazione al collaudo, anche grazie al fatto che, essendo finanziata dalla Cassa per il Mezzogiorno, non c’erano troppe lungaggini burocratiche che potessero interrompere o allungare i tempi di lavorazione, oggi impossibile».
Auguri da parte nostra all’ingegner Maccioni e alla famiglia per il prezioso riconoscimento ricevuto oggi, l’ennesimo di una lunga e onorata carriera.
IL VIDEO MESSAGGIO TRASMESSO OGGI A PISA: