La siccità non lascia tregua all’alta Baronia: qualche settimana fa, in un vertice tenutosi alla Camera di commercio di Nuoro, proprio sull’argomento tra i primi cittadini del territorio, il prefetto Alessandra Nigro e i vertici di Abbanoa, il sindaco di Siniscola Gianluigi Farris lo aveva annunciato che ormai la risorsa idrica bastava per altri 30 giorni e poi sarebbe scattato il razionamento. Così è stato: da mercoledì tutti i paesi serviti dalla diga di Maccheronis avranno l’acqua potabile a giorni alterni.
Il nuovo piano di restrizioni si è reso necessario per preservare le poche risorse ancora presenti nell’invaso di Torpè ed è stato deciso durante una riunione tra sindaci e enti idrici.
Il provvedimento prevede l’erogazione a giorni alterni a San Teodoro, Budoni, Torpè, Posada e Siniscola dove le popolazioni sono invitate a dotarsi di cisterne per limitare i disagi.
«Ormai la situazione è al limite – avverte il sindaco di Posada, Salvatore Ruiu – con un milione di metri cubi d’acqua invasata e un prelievo quotidiano di circa 37 mila metri cubi, le risorse rischierebbero di finire nel volgere di sette o otto settimane». Da qui la necessità di un ulteriore giro di vite nei consumi. «Gli unici punti che non verranno chiusi – annuncia il primo cittadino di Siniscola, Gian Luigi Farris – sono quelli di approvvigionamento da parte della protezione civile, che continueranno a servire le aziende zootecniche».