“Dichiarazione lesiva sulla fusione degli aeroporti di Alghero e Olbia”: arriva la diffida per l’assessore regionale ai Trasporti Moro

Sonia

“Dichiarazione lesiva sulla fusione degli aeroporti di Alghero e Olbia”: arriva la diffida per l’assessore regionale ai Trasporti Moro

mercoledì 03 Maggio 2023 - 16:45
“Dichiarazione lesiva sulla fusione degli aeroporti di Alghero e Olbia”: arriva la diffida per l’assessore regionale ai Trasporti Moro

L'assessore ai Trasporti Antonio Moro (foto S.Meloni)

Una missiva inviata dallo studio legale associato inglese Cleary Gottlieb Steen & Hamilton con sede anche a Roma e Milano, diretta all’assessorato dei Trasporti e al suo titolare Antonio Moro per diffidarlo “dal rilasciare ulteriori dichiarazioni e intraprendere ulteriori iniziative che possano risultare pregiudizievoli per F2i Ligantia, che si riserva di valutare ogni opportuna azione in relazione alle dichiarazioni già rese”. Questo perché F21 “è un investitore istituzionale di primario standing sui mercati italiani e internazionali e ogni dichiarazione potenzialmente lesiva della sua reputazione potrebbe arrecarle un significativo pregiudizio”. La lettera inviata martedì 2 maggio dagli avvocati per conto del fondo di investimento fa seguito “alle numerose dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’assessore in relazione a presunte ‘criticità’ che caratterizzerebbero la prospettata operazione di fusione tra le società Geasar e Sogeaal – scrive l’avvocato Roberto Bonsignore -, nonché alla supposta ‘estromissione’ della Regione dalla gestione unica degli aeroporti sardi e all’asserita mancanza di ‘alcun confronto’ con il socio F2i, in relazione a tale operazione”.

La lettera, diffusa integralmente questa mattina in Consiglio regionale dallo stesso assessore Moro, evidenzia che “l’operazione non comporta alcuna forma di estromissione della Regione, in cambio della partecipazione attualmente detenuta in Sogeaal, alla Regione sarà attribuita una partecipazione nella società risultante dalla fusione (la Nord Sardegna Aeroporti), coerentemente con le valutazioni effettuate nel contesto dell’operazione e supportate dalla relazione rilasciata dall’esperto nominato dal Tribunale”. Non solo, secondo F2i, la Regione “sia come azionista, sia come principale ente territoriale dell’Isola, potrà beneficiare dei vantaggi dell’operazione sul piano industriale, in termini di massimizzazione della crescita integrata del traffico e della connettività del bacino di utenza del Centro-Nord Sardegna”. Nella lettera, contestata in Aula dall’assessore, si fa riferimento anche a un incontro con i vertici di Geasar e Sogeaal del 9 marzo scorso in cui Moro avrebbe “fornito un riscontro positivo sulla valenza industriale dell’operazione”.

Una ricostruzione che l’assessore ha respinto. «Durante l’incontro al quale ho partecipato su richiesta degli amministratori di Geasar e Sogeaal – ha riferito Moro – non si è parlato di nulla che riguardasse l’ipotesi della fusione».

Nella ricostruzione degli eventi fatta in Aula dal titolare del Trasporti si cita anche il voto di astensione da parte del rappresentante della Regione nel cda di Sogeaal, Giancarlo Acciaro, alla fusione di Alghero con Olbia. Ma il giorno prima (il 20 marzo) l’altro rappresentante della Regione, Massimo Satta, nel cda della società di Olbia aveva votato favorevolmente all’accorpamento. In sostanza, i legali di F2i sottolineano la condivisione puntuale di tutto il dossier sulla fusione con la Regione, e in particolare con la Sfirs, su sua diretta richiesta, “al fine di supportare le relative valutazioni e quelle di Regione Sardegna”.

«Credo che ciascuno di voi – ha detto Moro rivolgendosi ai consiglieri regionali – possa valutarne con obiettività, e con una
certa preoccupazione, il tenore, l’opportunità, la congruità e anche la particolare gravità. Ritengo che sia ancora consentito a un
assessore della Giunta regionale e ai rappresentanti del popolo sardo poter esprimere liberamente il proprio pensiero su temi e questioni che attengono il futuro dell’Isola e gli interessi dei sardi, soprattutto quando questi interessi sono minacciati da altrettanto legittimi quanto contrastanti interessi di eventuali operatori economici privati».

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