Il presidio sulla ciminiera continuerà sino a quando non saranno fornite risposte certe sulla vertenza Ottana Energia
Hanno trascorso la notte a 180 metri di altezza i due lavoratori di Ottana Energia Giacomo Cabras e Cristian Piras, saliti alle 9.30 di ieri mattina su una delle ciminiere per protestare contro la chiusura dello stabilimento a causa della mancata proroga del regime di essenzialità.
«Il 18 aprile entreremo (insieme ad altri 82 lavoratori ndr) in cassa integrazione – avevano spiegato i due operai ieri mattina, prima di iniziare la protesta – e qui non si vedono risposte da parte di Terna e del Governo da quando è stata chiusa la centrale, il 31 dicembre scorso».
L’intenzione dei lavoratori è quella di portare avanti la clamorosa protesta sino a quando non si avranno risposte certe da Regione e Governo.
Intanto questa mattina colleghi e rappresentanti sindacali si sono ritrovati ai piedi della ciminiera per esprimere il loro supporto all’iniziativa.
«ll presidio continuerà fino a che non si porterà a casa la risposta che si aspetta da mesi – ha spiegato Salvatore Pinna, segretario provinciale della Cgil nuorese – la mancata proroga dell’essenzialità da parte di Terna trascinerà nel baratro oltre ai lavoratori di Ottana Energia, anche tante imprese dell’area e tutto il personale dell’indotto. Per l’ennesima volta i dipendenti sono costretti ad atti disperati per lottare contro la perdita del posto di lavoro affrontando una vertenza che non è solo la loro ma è di tutta la provincia di Nuoro».
Antonio Cadoni
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