Giovani: generazione senza miti ma tornano valori

Il fondatore di Apple Steve JobsIl fondatore di Apple Steve Jobs

Il fondatore di Apple Steve Jobs

Una ricerca della Sapienza svela che Jobs, Mandela, Ghandi e Montalcini sono i nuovi modelli di riferimento

Una generazione senza miti, o meglio con una pletora di modelli di riferimento.

Ragazzi sommersi dalle informazioni, tendenzialmente esterofili e che non sembrano influenzati dai personaggi che popolano le pagine dei giornali, sia nella politica sia nell’economia, ma riconoscono il valore degli italiani nelle arti e nelle scienze.

È la fotografia degli studenti italiani che emerge da una ricerca presentata oggi al Senato da Campus Orienta-Il Salone dello Studente e dall’Università di Roma La Sapienza.

L’indagine – realizzata nel corso dell’anno scolastico 2014-2015 in varie città, attraverso un sondaggio al quale hanno risposto 2.041 studenti di ultimo e penultimo anno delle scuole secondarie superiori – rivela una gioventù che afferma di credere nei valori della solidarietà, della giustizia e dell’apertura verso le differenze.

ALCUNI MODELLI DI RIFERIMENTO: Nelson Mandela (6%), Ghandi (5%), Rita Levi Montalcini (4,6%), Steve Jobs (4,3%), Martin Luther King (3,3%), Roberto Benigni (2,6%), Giovanni Falcone (2,1%), Albert Einstein (1,8%), Sigmud Freud (1,3) e Barack Obama (1,3%) sono i primi dieci personaggi che i ragazzi hanno scelto come modello di riferimento.

Complessivamente i ragazzi hanno indicato 580 personaggi, una moltitudine di scelte che indicano una cultura sociale frammentata, che non gira più intorno a dei riferimenti simbolici ma offre una pluralità di modelli la cui rilevanza è diventata relativa e soggettiva.

R.Benigni, La vita è bella

FILM: Nella graduatoria si guadagna il primo posto La vita è bella di Roberto Benigni (9%). Segue L’attimo fuggente (5,3), La ricerca della felicità (5,3), Quasi amici (3,8), Il bambino con il pigiama a righe (2,4), Colpa delle stelle (2,2), Into the wild (1,8), Forrest Gump (1,7), V per Vendetta (1,5) e Sette Anime (1,3).

LIBRI: Al primo posto Khaled Hosseini seguito da Primo Levi, Pirandello, Orwell e Saint Exupéry. Gli autori stranieri sono privilegiati rispetti a quelli italiani. Nel complesso, le scelte indicano una tendenza a buone letture.

VALORI: Emerge un progressivo ritorno dei giovani verso l’impegno sociale e la cultura. Gli studenti chiedono democrazia, giustizia, rispetto delle regole e delle differenze. Ma la provenienza geografica segnala alcune differenze: se per la maggioranza dei ragazzi la riuscita nella vita dipende dalle qualità personali e dalla forza della motivazione e dell’ impegno, sono quelli del Nord a riconoscere un maggior ruolo alla furbizia, all’importanza di conoscere persone influenti per essere aiutati e si mostrano leggermente più disponibili ad assecondare i propri superiori e far compromessi. Nel Centro Italia, gli studenti difendono con maggiore forza i valori dell’ equità e della giustizia sociale, insistono di più sull’ importanza dello studio e dell’arricchimento sul piano valoriale e chiedono con insistenza una società che valorizzi il merito. Al Sud emerge il problema dell’ottenere un posto di lavoro: gli studenti si aspettano che l’università possa facilitare l’inserimento lavorativo e il raggiungimento di uno stipendio adeguato e tendono a dare più importanza ai titoli raggiunti. La scelta cambia anche in funzione del genere: le femmine tendono a preferire valori altruistici, pro sociali e legati alla tutela dei diritti, mentre i maschi tendono a fare scelte maggiormente individualistiche. Le femmine tendono, inoltre, a dare maggiore rilievo allo studio, all’arricchimento delle conoscenze e in generale all’autorealizzazione e mostrano un maggiore desiderio di trovare un equilibrio tra lavoro e vita familiare.

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Sonia